La scacchiera scivolosa

Perennemente aperto il portone di legno di quel bizzarro condominio nel centro cittadino. Nel pieno centro un nevrotico traffico di auto sovrasta lo spazio vitale di chi passeggia, respira e si guarda attorno nella speranza di incrociare qualcosa che vagamente rassereni. In una scacchiera scivolosa piena di bucce di banana sulle quali è facile inciampare, così tanto aleggia un tono quasi masochistico tra gli aficionados della cultura locale metropolitana. Pochi metri più avanti c’è l’isola, densa di storia e resiliente in un mondo di caffè, cravatte, gioielli; solamente graffiata in maniera superficiale dal teatro dell’ego la città storia non mostra alcun cenno di assuefazione ed anzi continua a rigettare dal suo interno quella nebbia fasulla che oscura tutto nel resto della città.

L’energia è ondulatoria per natura, oscilla come il moto armonico per natura. Tutto sale e scende ma non sempre la pendenza può talvolta essere in discesa, c’è il rischio allora di toccare il fondo e se non ci si rialza occorre sopravvivere. Giunti sul fondo allora non c’è altra alternativa, occorre sopravvivere. Per chi ci riesce.